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I Proverbi Regionali

Proverbi Toscaniil-gesto-di-un-soldato

  • A chi piace il bere, parla sempre di vino.
  • A   corpo   guasto, non è buono alcun pasto
  • A Lucca la prima a carte la "gioano" a perderla.
  • A molti puzza l'ambra.
  • Gli stomachi, gli umori e gli affetti guasti, per non confessare il puzzo interiore, lo avvertono fuori.
  • Amami poco, ma continua
  • A mezzo   gennaio , metti l'operaio.
  • I buoni contadini prendono nuovi operati a metà gennaio, perché è meglio finire i lavori entro la primavera.
  • A mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio.
  • A Montemurlo chi va sano torna grullo; ma io vengo dal Pantano, vado grullo e torno sano.
  • A Natale mezzo pane, a Pasqua mezzo vino.
  • Il buon contadino a Natale deve avere ancora metà del pane a disposizione, a Pasqua metà del vino.
  • A San Marco il baco a processione.
  • A San Martino la sementa del poverino
  • Nei giorni di San Martino va sotterrato il   grano   da   seme
  • A usanza non correre.
  • A vecchia che mangia pollastrelli, gli vien voglia di carne salata.
  • Si dice di quanti lasciano le cose di ottima qualità per cose meno pregiate.
  • Acqua passata non macina più.
  • Ad ogni santo la su' candela.
  • Adulatori   e parassiti sono come i pidocchi.
  • Agli ulivi, un pazzo sopra e un savio sotto.
  • Agli zoppi, grucciate
  • Al bisogno si conosce l'amico.
  • Al contadino non lo far sapere quanto l'è bono il cacio colle pere.
  • Al piccione ingordo gli scoppiò il gozzo.
  • Albero che non fa frutto, taglia taglia.
  • All'apparir degli uccelli non gettar seme in terra.
  • Alla corte del Re ognun faccia per sè.
  • Alla moda pianigiana chi un'inceppa un'imbefana
  • Allegrezza fa bel viso.
  • Allo svogliato il mèle pare amaro.
  • Ama l'amico tuo col vezzo e col vizio suo.
  • Amici da starnuti, il piu che tu ne cavi è un   Dio t'aiuti .
  • Amici di buon giorno, son da mettere in forno.
  • Amici di profferta assai si trova.
  • Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.
  • Amicizia da bagno, dura pochi dì.
  • Amicizia di grand'uomo e vin di fiasco, la mattina l'è bono e a sera è guasto.
  • L'amicizia dura poco quando non è fra gente di pari livello sociale.
  • Amicizia riconciliata è una piaga mal saldata.
  • Amico certo, si conosce nell'incerto.
  • Amico di tutti e di nessuno, è tutt'uno.
  • Amico di ventura, molto briga e poco dura.
  • Amico e vino vogliono esser vecchi.
  • Amico vecchio e casa nuova.
  • Anco Adamo mangiò del pomo vietato.
  • Anco il cane col dimenar la coda si guadagna le spese.
  • Andare scalzo e seminare fondo, non arricchì giammai persona al mondo.
  • Animo appassionato non serba pazienza.
  • Animo e cera, vivanda vera.
  • Un animo buono e un bell'aspetto sono ottime vivande.
  • Ara co'   buoi   e semina con le vacche
  • Nel lavorare la terra occorre fare solchi profondi, ma non altrettanto nella sementa
  • Aria rossa o piscia o soffia.
  • tramonto rosso porta pioggia o vento (ma si dice anche rosso di sera bel tempo si spera)
  • Arrosto che non tocca, lascia che bruci.
  • Aspetta il porco alla quercia.
  • Se vuoi cogliere l'uomo sul fatto, aspettalo dove va spesso, dove ha il riposo.
  • Avè la fortuna di don Bastiano, che da priore lo fecion cappellano.
  • Amare e non essere amato è come pulissi ir culo e non aver caato.
  • Avaro agricoltor non fu mai ricco.
  • Bacio di   bocca   spesso cuor non tocca.
  • Bello in fascia, brutto in piazza.
  • Bocca unta 'un disse mai di no.
  • Buona amistà è un altro parentà.
  • Bocca unta 'un disse mal de nessuno
  • Calamità scuopre amistà.
  • Le calamità mettono in luce l'amicizia.
  • Casa fatta e terra sfatta.
  • È meglio comprare una casa in buono stato e un podere trasandato, piuttosto che il contrario.
  • Casa di terra, caval d'erba, amico di bocca, non vagliono il piede d'una mosca.
  • Casa fatta e vigna posta, mai si paga quanto costa.
  • Casa fatta e vigna posta, non si sa quel che la costa.
  • Casa fatta, possession disfatta.
  • Se la casa è trasandata, vale a poco che il podere sia in buone condizioni.
  • Cavol riscaldato e garzon ritornato, non fu mai buono.
  • Cencio dice male di straccio.
  • Cento scrivani non guardano un fattore, e cento fattori non guardano un contadino.
  • Chi a molti dà terrore, di molti abbia timore.
  • Chi affitta il suo podere al vicino, aspetti danno o lite o mal mattino.
  • Chi affitta sconficca.
  • Chi affitta sfitta.
  • Chi alluoga accatta.
  • Chi ama tutti non ama nessuno.
  • Chi ara da sera a mane, d'ogni solco perde un pane.
  • Chi ara il campo innanzi la vernata, avanza di ricolta la brigata.
  • Chi ara l'uliveto addimanda il frutto.
  • Chi assai desidera, assidera.
  • Chi assai pone e non custode, assai tribola e poco gode.
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.
  • Facendo i solchi, ma senza metterci il concime, il podere si rovina.
  • Chi attende a vendicare ogni sua onta, o cade d'alto stato o non vi monta.
  • Chi bene e mal non può sofrrire, a grande onor non può venire.
  • Chi ci loda si dee fuggire, e chi c'ingiuria ci dee soffrire.
  • Chi campò sperando, morì caando.
  • Chi di gallina nasce, convien che razzoli.
  • Chi di Re ha fatto data c'è qualcuno che l'ha sbagliata.
  • Chi disse piano, disse tanto piano, che non ne toccò a tutti.
  • Chi disse pianura, lo disse tanto piano che non ne toccò a tutti.
  • Le terre in pianura sono desiderate da molti.
  • Chi dorme d'agosto, dorme a suo costo.
  • Chi è diverso nell'oprare, non può molto amico stare.
  • Chi è gran nemico, è anche grande amico.
  • Chi è in alto, non pensa mai al cadere.
  • Chi è misero o mendico, provi tutti e poi l'amico.
  • Chi è più alto, è il bersaglio di tutti.
  • Chi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.
  • Chi semina le fave senza il concio, le raccoglie senza baccelli
  • Chi fa temere ogni uomo, teme ogni cosa.
  • Chi gode un tratto, non stenta sempre.
  • Chi ha bachi non dorma.
  • Chi ha bocca vuol mangiare.
  • Chi ha buona cantina in casa non va per vino all'osteria.
  • Chi ha carro e buoi, fa bene i fatti suoi.
  • Chi ha fatto il saggio del mèle non può dimenticare il lecco.
  • Chi ha fatta la roba, può far la persona.
  • Chi ha prete o parente in corte, fontana gli risurge.
  • Chi ha quattrini da buttar via, tenga l'opre e non ci stia
  • Chi ha soldi da buttare, chiami lavoranti da fuori e non stia ai campi
  • Chi ha tutto il suo in un loco, l'ha nel foco.
  • Chi tiene tutti i suoi averi nello stesso posto, li mette in pericolo.
  • Chi ha un buon orto, ha un buon porco.
  • Chi ha vigna ha tigna.
  • Chi ha vitella in tavola non mangia cipolla.
  • Chi lavora la terra colle vacche, va al   mulino   con la puledra   (o   col   somaro )
  • Chi lavora la terra con le vacche ottiene scarsi raccolti.   [La puledra porta poca soma]
  • Chi ha zolle, stia con le zolle.
  • Chi in corte è destinato, se non muor santo, muor disperato.
  • Chi lavora di settembre, fa bel solco e poco rende.
  • Chi lecca i piatti deve leccare in terra.
  • Chi lo beve, non lo mangia.
  • I campi troppo vitati rendono poco
  • Chi lo letamina l'ottiene, chi lo pota lo costringe a fruttar bene.
  • Chi loda per interesse vorrebbe esser fratello del lodato.
  • Chi manca a un sol amico, molti ne perde.
  • Chi monta più alto ch'e' non deve, cade più basso ch'e' non crede.
  • Chi non arde non inceude.
  • Chi non arde non incendia.
  • Chi non si appassiona ad una cosa non può far nascere interesse negli altri.
  • Chi non consuma, non rinnuova.
  • Chi non ha amico o germano, non ha forza in braccio né in mano.
  • Chi non ha orto e non ammazza porco, tutto l'anno sta a muso torto.
  • Chi non mangia a desco, ha mangiato di fresco.
  • Chi non mangia ha del mangiato.
  • Chi non piscia in compagnia gliè un ladro o una spia.
  • Chi non può, sempre vuole.
  • Chi non sa comprare compri giovane.
  • Chi non semina non ricoglie.
  • Chi offende l'amico, non la risparmia al fratello.
  • Chi più arde più splende.
  • Chi più vuole, meno adopera.
  • Chi pon cavolo d'aprile, tutto l'anno se ne ride.
  • Chi porta la su' moglie a ogni festa, e fa bere il su' cavallo a ogni fontana, in capo all'anno il cavallo avrà bolso e la moglie puttana
  • Chi prima nasce, prima pasce.
  • Chi ride e canta, suo male spaventa.
  • Chi se ne piglia, muore.
  • Chi semina buon grano, ha poi buon pane; chi semina il lupino, non ha né pan né vino.
  • Chi semina con l'acqua, raccoglie col paniere.
  • Nessuna semina è ottimale su terreno molle
  • Chi semina fave, pispola grano.
  • La miglior caloria è quella dele fave.
  • Chi semina spine non vada scalzo.
  • Chi semina in rompone raccoglie in brontolone.
  • Chi semina nel campo solo rotto, e non rilavorato e messo a seme, raccoglie poco.
  • Chi semina nella polvere, faccia i granai di rovere.
  • È sempre meglio seminare su terreno asciutto.
  • Chi sempre beve non ha mai troppa sete.
  • Chi serve in corte, muore allo spedale.
  • Chi servo si fa, servi aspetta.
  • Chi si loda s'imbroda.
  • Chi si perde tra le frasche, la minestra sa di fumo.
  • Chi signoreggia, brameggia.
  • Chi sta, stia.. Pratovecchio e Poppi.
  • Chi sta fermo in casi avversi, buon amico può tenersi.
  • Chi t'accarezza più di quel che suole, o t'ha ingannato o ingannar ti vuole.
  • Chi ti loda in presenza, ti biasima in assenza.
  • Chi troppo frena gli occhi, vuol dire che gli son scappati.
  • Chi troppo in alto sal, cade repente.
  • Chi troppo ride ha natura di matto; e chi non ride è di razza di gatto.
  • Chi troppo sale dà maggior percossa.
  • Chi 'un piange 'un puppa.
  • Chi non piange non puppa .
  • Se vuoi ottenere qualcosa, datti da fare.
  • Chi va a Lucca e non riporta il buccellato e come se un ci fosse mai andato.
  • Chi va con lo zoppo arriva prima.
  • Chi va in gogna non fa il servizio volentieri.
  • Chi vanga non l'inganna.
  • Chi vende unn'è più suo
  • Chi vive in corte, muore in paglia.
  • Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.
  • Chi vuol tutte l'ulive non ha tutto l'olio.
  • Per avere del buon vino l'uva deve essere matura, quindi non la si deve cogliere prima per paura che venga rubata.
  • Chi vuol vin dolce non imbotti agresto.
  • [Figurativamente]   Chi vuole una vita dolce, non faccia del male
  • Chi vuol vivere e star bene, pigli il mondo come viene.
  • Chi vuole amici assai, ne provi pochi.
  • Chi vuole aver del mosto, zappi le viti d'agosto.
  • Chi vuole ingannare il suo vicino, ponga l'ulivo grosso e il fico piccolino.
  • Chi vuole il buon bacato, per San Marco o posto o nato.
  • Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino.
  • Per avere del buon vino l'uva deve essere matura, quindi non la si deve cogliere prima per paura che venga rubata.
  • Chi vuole un bell'agliaio lo semini di gennaio, chi proprio se ne intende lo semini di   dicembre .
  • Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di gennaio.
  • Chi vuole un buon potato, più un occhio e meno un capo.
  • Riferito alla vite.
  • Chi vuole un buon rapuglio, lo semini di luglio.
  • Chi vuole dela buona rapa, la semini a luglio
  • Chi vuole un pero ne ponga cento, e chi cento susini ne ponga un solo.
  • Cielo a pecorelle, acqua a catinelle.
  • Ciò che s'usa non fa scusa
  • Cogli amici non bisogna andar co' se in capo.
  • Colombo pasciuto, ciliegia amara.
  • Con la voglia cresce la doglia.
  • Con ognuno fai un patto, con l'amico fanne quattro.
  • Con un par di polli, si compra un podere.
  • Consuetudine è seconda natura.
  • Contadino   scarpe   grosse e cervello fino.
  • Contro vento si va, ma contro culo no.
  • Contro il culo e la corrente non c'è forza competente.
  • Conversazione in giovinezza, fraternità in vecchiezza.
  • Corte e morte, e morte e corte, fu tutt' una.
  • Cosa per forza non vale scorza.
  • Forzatamente non si può fare nulla di buono
  • Costi più te del Serchio ai lucchesi.
  • D'ottobre il vin nelle doghe.
  • Esorta a non affrettarsi alla vendemmia.
  • Da chi ti dona, guardati.
  • Da   Montelupo   si vede   Capraia : Dio li fa e poi li appaia.
  • Da San Gallo ara il monte e semina la valle.
  • Di settembre e d'agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.
  • Esorta a non affrettarsi alla vendemmia.
  • Dal campo c'ha a sorti' la fossa
  • Dagli effetti ci conoscono gli affetti.
  • Dateceli morti bene, sennò si rizzano.
  • Attribuito al becchino, esorta a fare attenzione nelle cose.
  • Dei gusti non se ne disputa.
  • Del fitto non ne beccan le passere.
  • Riferito al grano, che se fitto è di cattiva qualità, dunque non scelto dalle passere.
  • Di giovani ne more tanti ma di vecchi 'un se ne salva uno.
  • Dicchè ci s'ha un manca nulla.
  • Di quel che c'è, 'un manca nulla
  • Dice il porco dammi dammi, né mi contar mesi né anni.
  • Dio ci scampi dalla fame, dalla tigna e da quelli di l'Orsigna.
  • Dio ti guardi da quela gatta che davanti ti lecca e di dietro di graffia
  • Donna nana tutta tana.
  • Dopo tre scrollate gliè sega.
  • Dove è abbondanza di legne, ivi è carestia di biade.
  • Dove la voglia è pronta, le gambe son leggere.
  • Dove non va acqua ci vuol la zappa.
  • Riferito alla collina.
  • Dove passa il campano nasce il grano.
  • Dove son corna, son quattrini.
  • Il bestiame è la parte principale dell'economia di un podere.
  • Dove vai? Son cipolle! Quanto al chilo? Vado a Lucca!
  • Duro che duri!
  • È bene aver degli amici per tutto.
  • È difficile condurre il can vecchio a mano.
  • È inutile far del bene all'asini, tanto poi ti tirano i calci.
  • È male amico chi a sé è nemico.
  • È meglio ammazzare uno che mettere una cattiva usanza.
  • È meglio ardere una città che mettere una cattiva usanza.
  • È meglio dare e pentire, che tenere e patire.
  • È meglio errar con molti ch'esser savio solo.
  • È meglio imbattersi che andare apposta.
    Versione alternativa:   È meglio imbattersi che cercarsi apposta.
  • È meglio un beccafico che una cornacchia.
  • È meglio viver piccolo che morir grande.
  • E quant'è più che la miseria abbonda, e più l'amici a ritrovà ti vengono.
  • È un cattivo andare contro la corrente.
  • E si può fare il male a forza, ma non il bene.
  • E un ce n'è pane secco.
  • E un friggo mia con l'acqua, io.
  • Esempi   e benefici fanno gli amici.
  • Essere all'uscio coi sassi.
  • Siamo alle porte co' sassi
  • Manca poco tempo ad un evento o a una scadenza
  • Faccia chi può, prima che il tempo mute; che tutte le lasciate son perdute.
  • Chi può, si metta all'opera prima che cambino le cose, perché ogni lascia è persa.
  • Fammi fattore un anno, se sarò povero, mio danno.
  • Fammi povera, ti farò ricco.
  • Riferito alla vite.
  • Fatta la roba, facciam la persona.
  • Una volta che abbiamo assolto ai nostri doveri, godiamocene i frutti.
  • Fattor nuovo, tre dì buono.
  • Fattore, fatto re.
  • Figlio di fava e babbo di lino.
  • Finché la   bocca   prende e il culo rende... in tasca alle medicine e a chi le vende.
  • Formento, fava e fieno non si volsero mai bene.
  • Riferito alla difficoltà di coltivarle tutte e tre lo stesso anno.
  • Fiorentin mangia fagioli leccapiatti e romaioli.
  • Fumo, fiore e corte, è tutt'uno.
  • Gallinetta che va per cà, o la becca o l'ha beccà: se la non becca a desco, l'ha mangiato di fresco.
  • Gatto che non è goloso non piglia mai sorcio.
  • Gente allegra Iddio l'aiuta.
  • Gente assai, fanno assai, ma mangian troppo.
  • Giucco matto chiappò l'uscio. (Ispirato a una novella popolare toscana)
  • Giugno, la falce in pugno; se non è in pugno bene, luglio ne viene.
  • Giugno è il momento giusto per falciare il grano, a luglio è troppo tardi.
  • Gli amici e gli avvisi aiutano fare le faccende.
  • Gli amici hanno la borsa legata con un filo di ragna.
  • Gli amici son buoni in ogni piazza.
  • Godiamo, chè stentar non manca mai.
  • Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante.
  • Gola degli adulatori, sepocro aperto.
  • Gran fecondità non viene a maturità.
  • Gran pesto fa buon cesto.
  • Grande amicizia genera grand'odio.
  • Grave cura non ti punga, e sarà tua vita lunga.
  • Guadagno sotto il tetto, guadagno benedetto.
  • Gusto guasto è come vin da fiasco.
  • gosti più te a fieno che un miccio a savoiardi.
  • Ha' voglia a be' l'ova.
  • I cortigiani hanno solate le scarpe di buccie di cocomero.
  • I cortigiani hanno per suole bucce di cocomero.
  • I cortigiani è facile che perdano il loro ruolo.
  • I favori delle corti sono come sereni d'inverno e nuvoli di state.
  • I favori delle corti sono come il cielo limpido d'inverno e le nuvole d'estate.
  • I favori delle corti durano poco.
  • I gran personaggi o non hanno figliuoli o non son saggi.
  • I panioni fermano, ma le civette chiamano.
  • I santi nuovi metton da parte i vecchi.
  • I santi vecchi non fanno più miracoli.
  • Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.
  • Il buon lavoratore rompe il cattivo annuale.
  • Il buon lavoratore supera anche le cattive annate.
  • Il   campanile   non migliora la cornacchia.
  • Il grado posseduto non muta la persona.
  • Il cortigiano è la seconda specie de' ribaldi.
  • Il cuore ha le sue ragioni e non intende ragione.
  • Il curioso raccoglie frutto.
  • Il diavolo può tentare, ma non precipitare.
  • Ognuno ha la responsabilità dei suoi errori, le tentazioni e le occasioni sono solo scuse.
  • Il gran rado non fa vergogna all'aia.
  • Il guadagno si fa il giorno della compra.
  • Riferito in particolare al bestiame.
  • Il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.
  • Il magnano tanto salta con le bolge quanto senza.
  • Il medico pietoso porta piaga puzzolente.
  • Il miglio mantiene la fame in casa.
  • Il pane di miglio non leva la fame
  • Il pan di casa stufa.
  • Il piangere puzza a' morti e fa male a' vivi.
  • Il porco sogna ghiande.
  • Il potestà nuovo manda via il vecchio.
  • Il riso fa buon sangue.
  • Il riso fa cuore.
  • Il vecchio pianta la vigna, e il giovine la vendemmia.
  • Il vino di casa non imbriaca.
  • Il vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso.
  • In campo stracco, di grano nasce loglio.
  • In Maremma un ci fa' bono neanche ivvento.
  • Indo'e c'è passao ciccia e ossa un c'è bischero che n'è possa.
  • Dov'è passato ciccia e ossa, non c'è billo che la possa
  • L'acqua fa l'orto.
  • L'allegria è il primo rimedio della scuola salernitana.
  • L'amicizia si dee sdrucire, non istracciare.
  • L'amicizia deve stropicciarsi, ma non strapparsi
  • L'amicizie devono essere immortali, e le inimicizie mortali.
  • L'amicizie si fanno in prigione.
  • L'amico accenna e non balestra.
  • L'amico ammonisce e non offende.
  • L'amico dev'essere come il denaro.
  • L'amico non è conosciuto finché non è perduto.
  • L'onore va dietro a chi lo fugge.
  • L'oro s'afina al fuoco e l'amico nelle sventure.
  • L'orso sogna pere.
  • L'orzola, dopo due mesi va e ricôla.
  • L'orzola ricoglila dopo due mesi.
  • L'uso doventa natura.
  • L'uso fa legge.
  • L'uso serve di tetto a molti abusi
  • L'uso vince natura.
  • La bodda, per un chiede, un ebbe 'oda.
  • La carne dela lodoa piace ad ognuno.
  • La catena non teme il fumo.
  • La fin del cavallo bono è la caretta e la fine del tegame è la piletta.
  • La gente è come le persone.
  • La gente son cattivi.
  • La legge del bisenzio: pigliallo 'n culo e fa silenzio.
  • La legge del buo a gallina: se tu lo vò salvà tienci la manina.
  • La legge del menga: chi l'ha 'n culo se lo tenga.
  • La legge del Volga: chi l'ha 'n culo se lo tolga.
  • La lingua batte dove il dente duole.
  • La lingua unge e il dente punge.
  • La lode giova al savio e nuoce al matto.
  • La mamma degli storti è sempre incinta.
  • La musica ne' dissimili, e l'amicizia ne' simili.
  • La prima è de' cetonesi.
  • La prima oliva è oro, la seconda argento, la terza non val niente.
  • La prima scodella piace a tutti.
  • La roba non è di chi la fa, ma di chi la gode.
  • La saggina ha la vita lunga.
  • La saggina sta molto sotto terra prima di nascere.   (letterale)
  • La felicità del saggio ha vita lunga.   (figurato)
  • La segale nella polverina e il grano nella pantanina.
  • La segale nel terreno asciutto e il grano in quello umido.
  • La segale o il segalato fece morir di fame la comare.
  • La vanga ha la punta d'oro.
  • La vita dell'adulatore poco tempo sta in fiore.
  • La volontà è tutto.
  • Lavora o abborraccia, ma semina finché non diaccia.
  • Lavoratore buono, d'un podere ne fa due; cattivo, ne fa un mezzo.
  • Le belle cose piacciono a tutti.
  • Le cose rare son le più care.
  • Le cose vanno fatte quando se ne sente il bisogno.
  • Le fave nel motaccio, e il gran nel polveraccio.
  • Le parole le porta via il vento... e le biciclette i livornesi.
  • Leva da capo e poni da piè.
  • Lo sai a Lucca che fanno quando piove? Lasciano piovere.
  • Loda il monte e tienti al piano.
  • Mal si balla bene se dal cor non viene.
  • Difficilmente si balla bene se non viene dal cuore.
  • Nessun divertimento giova se non viene dal cuore.
  • Maliconia non paga debito.
  • Marzo chi u'na scarpe, vada scarzo
  • Meglio aver paura che buscarne.
  • Meglio essere vecchi che bonanime.
  • Meglio palaia!
  • si dice all'ennesimo sfondone ascoltato. (Il modo di dire "meglio palaia" nasce da un resoconto scritto da un messo fiorentino mandato nel pisano, durante la peste del 1630, a prendere atto dei danni recati da questa piaga a quelle terre. Il messo scrisse "peggio Palaia" ad indicare che la situazione nel villaggio di Palaia era ben più grave che nelle altre precedentemente descritte. "Peggio Palaia" nel tempo poi si è trasformato in "meglio palaia" ed usato come tono sarcastico).
  • Meglio perdillo che tro'allo.
  • Detto di persona poco raccomandabile
  • Meglio padron d'una castagna che garzon d'una montagna.
  • Meglio puzza' di merda che di poero.
  • Meglio puzzar di prete che di bischero.
  • Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio. (I pisani di risposta:) Che Dio t'accontenti.
  • Mi costa una cea.
  • Molta terra, terra poca; poca terra, terra molta.
  • La molta terra lavorata male, equivale a poca; la poca terra lavorata bene, equivale a molta.'
  • Meglio un ovo oggi che 'na gallina domani
  • Ne' pericoli si vede chi d'amico ha vera fede.
  • Nelle corti, la carità è tutta estinta, né si trova amicizia se non finta.
  • Nelle stracce e negli straccioni s'allevano di gran baroni.
  • Nessuna meraviglia dura più di tre giorni.
  • Non c'è migliore specchio dell'amico vecchio.
  • Non dar del pane al cane ogni volta che dimena la coda.
  • Non c'è più bel mestiere, che non aver pensiere.
  • Non è bello quel ch'è bello, ma è bello quel che piace.
  • Non mi dare e non mi tôrre; non toccar quando son molle.
  • Riferito alla vite, personificata.
  • Non riposa colui che ha carco d'altrui.
  • Non s'ara come s'erpica.
  • Ogni cosa va fatta in modo appropriato.   (figurato)
  • Usata anche letteralmente.
  • Non s'ha se non quello che si gode.
  • Non si fa mantello per un'acqua sola.
  • Non si fa un mantello per una pioggia soltanto.
  • Non si fa un amico che serva una sola volta.
  • Non ti mettere in cammino se la bocca un sà di vino!
  • Non v'è la peggio stretta di quella della falce.
  • O molle o asciutto, per San Luca semina.
  • Ogni granchio ha la sua luna.
  • Ogni lasciata è persa.
  • Ogni muta, una caduta.
  • Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.
  • Ogni volta che uno ride, leva un chiodo alla bara.
  • Ognuno vorrebbe il mestolo in mano.
  • Paganico, città dall'alte mura, di fori è brutto e dentro fa paura.
  • Para via malinconia, quel c'ha da essere convien che sia.
  • Pari con pari bene sta e dura.
  • Paura de' birri, desio di regnare; fanno impazzare.
  • Pazzo è colui, che strazia sè per dar sollazzo altrui.
  • Penitenza senza frutto, epiteto della corte.
  • Pensiero non pagò mai debito.
  • Per arricchire bisogna invitire.
  • Per fare una cosa bene, bisogna essere tagliati a buona luna.
  • Per riuscire bene in qualcosa bisogna esservi portati.
  • Per forza non si fa nemmen l'aceto.
  • Forzatamente non si può fare nulla di buono
  • Con la forza, non si ottiene nulla.
  • Per i' malato c'è la china ma pè i' bischero un c'è medicina.
  • Per San Tomè, piglia il porco per lo piè.
  • Per San Tommaso piglia il porco per il piede
  • Per Sant'Andrea piglia il porco per la sèa; se tu non lo puoi pigliare, fino a Natale lascialo andare.
  • Pipi ritto, un vor consigli.
  • Piuttosto che niente... é meglio piuttosto.
  • Più da noi è bramato, chè più ci vien negato.
  • Più vale il cuore che il sangue.
  • Vale più un amico che un parente.
  • Poca uva, molto vino; poco grano, manco pane.
  • Poco mosto, vil d'agosto.
  • Poco vino, vendi al tino; assai mosto, serba a agosto.
  • Poggio e bua fan pari.
  • Un'azione buona (poggio) e una cattiva (buca) si compensano.
  • Poni i porri e sega il fieno, a qualcosa la chiapperemo.
  • Povero e coglione...'un ti fa(re) mai
  • Presto per natura, e tardi per ventura.
  • Preti, porci e polli 'un so' mai satolli.
  • Prima di scegliere l'amico bisogna averci mangiato sale sett'anni.*
  • Quando 'un ci sarà più bischeri e sparirà anch'e'furbi.
  • Quando c'è la volontà c'è tutto.
  • Quando canta il Cucco v'è da far per tutto; o cantare o non cantare, per tutto c'è da fare.
  • Quando canta il Firinguello, buono o cattivo, tienti a quello.
  • Quando canta il Ghirlindò, chi ha cattivo padron mutar lo può.
  • Quando canta il Merlo, chi ha padron si attenga a quello.
  • Quando canta l'Assiolo, contadin semina il fagiolo.
  • Quando è su' granai non se ne può aver denai.
  • Quando il culo è avvezzo al peto un c'è verso avello cheto.
  • Quando il grano è ne' campi, è di Dio e de' Santi; tutti quanti.
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.
  • Quando il Monte Argentario mette il cappello, scappate gente da Orbetello
  • Quando la roba avanza vor dì che l'è bastata.
  • Quando luce e dà il sole, il pastor non fa parole.
  • Quanto più ciondola, più ugne.
  • Riferito all'ulivo.
  • Quattrin sotto il tetto, quattrin benedetto.
  • Quando parte la disgrazia c'è sempre un bischero pronto.
  • Ramo corto, vendemmia lunga.
  • Rana   di palude sempre si salva.
  • Rivoltami, che mi vedrai.
  • Riferito alla terra.
  • Rovo, in buona terra covo.
  • San Luca, cava la rapa e metti la zucca.
  • Scrofa magra, ghianda s'insogna.
  • Sdegno e vergogna son pien d'ardire.
  • Se ari male, peggio mieterai.
  • Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.
  • Se il tuo gatto è ladro, non lo cacciar di casa.
  • Se tu fossi alto quanto tu sei bischero, tu berresti alle grondaie.
  • Se tu vuoi della vite trionfare, non gli tôrre e non gli dare, e più di due volte non la legare.
  • Se tu vuoi empir le tina, zappa il miglio in orecchina.
  • Se vien da Lucca piglia il fieno e fanne una mucchia, se vien da Boveglio piglia il fieno e stendilo meglio.
  • Se vuoi la buona rapa per Santa Maria sia nata.
  • Se bisogna dar ragione a un bischero si da ragione a i' pproprio.
  • Sei stato riportato dall'Arno.
  • Senza lilleri non si lallera
  • Serva tornata non fu mai buona.
  • Sesto, Peretola e Campi: è la peggio genìa che   Cristo   stampi!
  • Signor di maggio dura poco.
  • Riferito al Signore delle feste che si tenevano a Firenze nel mese di maggio.
  • Sole di marzo, fuggi o t'ammazzo!
  • Son di Prao e vogl'essè rispettao, posa i sasso e mang'i bao.
  • Sotto la bianca cenere, sta la brace ardente.
  • Sotto la cuffia spesso è tigna ascosa.
  • Sta meglio il grano al campo, che al   mulino .
  • Sto coi frati e zappo l'orto.
  • Sulla gioventù non si fece mai male.
  • Negli acquisti (di bestiame e non solo) non si sbaglia mai puntanto sulla gioventù.
  • Tal ti ride in bocca che dietro te l'accocca.
  • Tal ti fa il bellin bellino che ti mangerebbe il core.
  • Tante tramute, tante cadute.
  • Esorta a non cambiare troppo spesso lavoranti, ma anche i lavoranti a non cambiare troppo facilmente padroni.
  • Te tu hai "studio" da prete.
  • Te voi la botte piena e la moglie briaa.
  • Tira più un pelo di fia che un carro di buoi.
  • Ti sento perché c'ho l'orecchi.
  • Tempo e fantasia si varia spesso.
  • Terra bianca, tosto stanca.
  • Terra coltivata, ricolta sperata.
  • Terra magra fa buon frutto.
  • Terra nera, buon grano mena.
  • Tra avelli e un l'avelli fann'i doppio.
  • Tra mal d'occhio e l'acqua cotta, al padron non gliene tocca.
  • Riferito alla raccolta delle fave.
  • Tre cose vuole il campo, buon lavoratore, buon seme e buon tempo.
  • Tromba di culo sanità di corpo.
  • Tutte le bocche son sorelle.
  • Tutte le mattine s'alzano un furbo e un bischero: se s'incontrano l'affare è fatto.
  • Un carro di fastidi non paga un quattrin di debito.
  • Un farabutto tu lo trovi dappertutto.
  • Un nemico è troppo, e cento amici non bastano.
  • Un sarà nulla, disse i' rospo, ma i' contadino aguzza i' palo!
  • Una voglia non fu mai cara.
  • Vin di un anno pan di un giorno.
  • V'è chi bacia tal mano che vorrebbe veder mozza.
  • Va' in piazza, vedi e odi; torna a casa, bevi e godi.
  • Vai a Lucca a prendere il garbo.
  • Val più un amico che cento parenti.
  • Valla 'a giudicà una vacca a diacè.
  • Non è facile giudicare una vacca quando è sdraiata (dicesi di situazione imprevedibile)
  • Vale più il vecchio nel canto (angolo) che il giovane nel campo.
  • Vanga e zappa non vuol digiuno.
  • La vanga e la zappa richiedono notevole forza fisica.
  • Vanga piatta poco attacca; vanga ritta, terra ricca.
  • Vedere e non toccare, è bello spasimare.
  • Vigna al nugolo fa debol vino.
  • Dalle vigne con poco sole si ottiene vino scadente.